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Venerdì 31 Ottobre 2014
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Ringraziamento della Sen. Maria Lisa Cinciari Rodano

Pubblicato alle ore 13:18 del giorno 25/03/2013

Messaggio della sen. Cinciari Rodano, neo dott.ssa in Scienze della Comunicazione presso il nostro ateneo. Scarica .

UnicasOrienta 2013: una edizione senza precedenti

Pubblicato alle ore 17:39 del giorno 20/03/2013

Si è chiusa da qualche giorno la terza edizione di UnicasOrienta, ma da subito è stato evidente che sarebbe stata diversa dalle altre, che sarebbe stata un vero successo, sia per il Job Placement, sia per l'Orientamento in entrata.

Dopo qualche mese di prova, e a qualche settimana dalla pubblicazione definitiva, durante l'evento è stata presentata la piattaforma informatica interamente prodotta dall'Università di Cassino e del Lazio Meridionale, pensata per favorire l'incontro tra impresa e neolaureati: sysjob.unicas.it

Questa piattaforma permette non solo la redazione, l'inserimento e l'aggiornamento dei curricula nel database. Offre anche il contatto diretto tra offerta e domanda, con la possibilità per le aziende di registrarsi e/o di inviare richieste di professionalità. Ma, come reale innovazione, permette anche di contattare direttamente la parte interessata, l'impresa verso il laureato o viceversa, per proporre candidature o sottoporre opportunità.

L'attuale dotazione di informazioni nella piattaforma già consta di 3000 curriculum raccolti tra laureati e studenti, con 15 aziende iscritte insieme alle prime offerte di lavoro.

Un inizio dunque lusinghiero per il Job Placement dell'evento, che però ha avuto un continuo altrettanto valido sul reale.

Presso gli stand, che ospitavano anche quest'anno ben 15 aziende, sono arrivati ca. 1000 ospiti, 400 sono stati i colloqui sostenuti che hanno prodotto anche appuntamenti successivi in azienda per perfezionare l'eventuale rapporto.

Chi ha frequentato l'evento ha visto chiaramente un flusso continuo di studenti navigare tra gli stand.

E a proposito di studenti ricordo con sentito orgoglio la mia diretta partecipazione alla fondazione dell'Associazione Laureati dell'Ateneo di Cassino e del Lazio Meridionale (ALACLAM in sigla). Fondata e presentata in questa occasione ha come scopo quello di creare una rete professionale per la costituzione di gruppi di interesse o semplicemente di relazione e scambio a favore della crescita professionale dei laureati a Cassino.

Ma il boom davvero inaspettato è nato dall'anima puramente studentesca di UnicasOrienta.

Il Centro Universitario per l'Orientamento aveva predisposto circa duemila depliant per l'evento, che straordinariamente non sono bastati per concludere le due giornate di presentazione. Da questo risulta facile stimare, e per difetto, il numero degli studenti intervenuti.

Un risultato quasi doppio rispetto alla media degli anni precedenti, che già erano stati ricchi di ospiti in visita. E leggendo tra le righe si scopre anche la provenienza degli studenti: ancora una volta tutte e quattro le regioni su cui insiste l'interesse diretto del nostro ateneo, quindi Lazio, Campania, Molise e Abruzzo.

Questa crescita enorme di ospiti presso le aule di presentazione dei Corsi di Laurea e gli stand dei servizi offerti in ateneo premia sicuramente la precisa, efficace e fluida organizzazione del sistema, che stavolta sembra piaciuta più di sempre ai futuri studenti.

Concludendo, è abbastanza semplice fare un consuntivo dopo questo breve rendiconto: il Job Placement in uscita e l'Orientamento in entrata sono passati dall'essere un onere, un sacrificio sostenuto per spirito di servizio, ad assurgere al ruolo di occasioni premianti e di forte identità dello spirito dell'Università di Cassino e del Lazio Meridionale. Uno spirito che evidentemente, e tra tutte le difficoltà spalmate ogni dove, continua e migliora nel compito che si è dato di mettere al centro della propria visione il rapporto con lo studente.

UnicasOrienta è dunque un fulgido esempio di questo volere, e pare che anche gli studenti futuri, le imprese e i neolaureati se ne siano accorti, rendendo viva, lieta e particolarmente affollata questa due giorni, senza che questo affollamento rappresentasse lontanamente un fastidio!

Il Rettore,
Ciro Attaianese

La protesta dei collaboratori esperti linguistici: chi più urla e più insulta ha anche più ragione?

Pubblicato alle ore 8:27 del giorno 16/10/2012

La protesta dei collaboratori esperti linguistici, noti anche come CEL, dell'Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale, è sintomatica di un'anomalia tutta italiana, che vede il confronto democratico, basato su fatti e dati reali, soccombere alla convinzione che chi più urla e più insulta la controparte ha più ragione da vendere, in linea con uno stile ormai dilagante in tutti i sistemi di informazione. Un’anomalia spesso camuffata da ideologia per difendere privilegi e spinte corporative che tutti a parole deprecano, salvo ad eccepire quando sono toccati da vicino.

Veniamo ai fatti. Come recita il contratto collettivo nazionale di lavoro dei dipendenti dell’università, i CEL svolgono “mansioni di collaborazione all'apprendimento delle lingue straniere da parte degli studenti”. Non si tratta, quindi, di personale in alcun modo assimilabile al personale docente e ricercatore, sia per le mansioni affidate, sia più banalmente perché il contratto in questione si applica solo al personale tecnico-amministrativo delle università. A differenza di quest’ultimo, però, la categoria dei CEL gode di alcuni indiscutibili vantaggi. In primo luogo un CEL non è stato reclutato con un pubblico concorso. In aggiunta, pur godendo di uno stipendio sostanzialmente uguale, quando non superiore, a quello di un impiegato di categoria D (tanto per intenderci quella più elevata) ha un impegno annuo, si badi bene annuo, di sole 500 ore, notevolmente inferiore rispetto alle oltre 1700 ore di qualunque altra unità di personale tecnico-amministrativo, e, per di più, senza obbligo di uso del cartellino per il rilevamento della presenza e dell'orario di lavoro. Si tratta, in definitiva, di unità di personale tecnico-amministrativo con un contratto di lavoro a tempo indeterminato di natura privatistica, peraltro confermata dal fatto che alcuni CEL svolgono altre attività lavorative, una possibilità notoriamente preclusa ad un dipendente pubblico, a meno che non opti per il tempo parziale con conseguente riduzione dello stipendio. Ad esempio, uno dei nostri CEL è docente di ruolo a tempo indeterminato in una scuola statale.

Fin qui la situazione di contesto generale. Veniamo ora al caso dell’Università di Cassino e del Lazio Meridionale. Indubbiamente, il perdurare dei tagli dei finanziamenti pubblici ha indotto gli organi di governo dell'ateneo ad adottare misure di razionalizzazione delle spese. Tuttavia, tali misure sono state individuate rifiutando la logica dei tagli lineari, puntando a eliminare gli sprechi, a salvaguardare e, in molti casi, a migliorare i servizi offerti ai nostri studenti.

Proprio nell’ambito di questo processo di razionalizzazione, l’Ateneo, forte della sua autonomia didattica, ha deciso di procedere ad un ammodernamento dell'insegnamento linguistico, nel tentativo di renderlo più efficiente ed efficace per i suoi studenti, anche alla luce dei risultati fin qui conseguiti e delle relative valutazioni. E' noto che l'apprendimento di una lingua straniera viene tradizionalmente realizzato attraverso l'acquisizione di quattro abilità primarie: leggere, scrivere, ascoltare, parlare. Di queste le prime tre possono essere più efficacemente acquisite sia attraverso un incremento delle ore in aula con i docenti di lingua, sia ricorrendo a piattaforme e-learning utilizzabili anche via web, che hanno l'indubbio vantaggio di consentire agli studenti di ottimizzare il proprio impegno di studio, dal momento che possono addestrarsi, oltre che nei laboratori linguistici dell’ateneo, anche a casa senza limiti temporali di impegno. Ma tutto ciò non basta ad acquisire la conoscenza di una lingua straniera, soprattutto con riferimento alla quarta abilità primaria, il parlare. Partendo dalla constatazione che la maniera sicuramente più efficace per acquisire una competenza linguistica consiste nel vivere in un paese in cui si è costretti a comunicare nella lingua che si vuole apprendere, abbiamo deciso di rendere progressivamente obbligatorio per i nostri studenti di lingue un soggiorno di studio di sei mesi con le modalità del progetto Erasmus. Come si può constatare si tratta di un pacchetto di misure ben più consistente e qualificato della semplice sostituzione CEL-computer, come qualcuno vorrebbe capziosamente far credere.

A questo punto, dal momento che il nuovo assetto organizzativo dell'Ateneo non prevede più l'esistenza dei CEL, si è posto il problema di ricollocarli. Proprio la natura privatistica del contratto di lavoro sopra richiamata consente l'applicazione delle procedure di mobilità previste dalla legge n.223 del 1991.

È così iniziato a fine maggio di quest'anno un confronto con le organizzazioni sindacali volto a individuare, come afferma la legge, "le possibilità di utilizzazione diversa" del personale eccedente. In circa cinque mesi di confronto i sindacati non hanno formulato alcuna proposta concretamente percorribile, se non quella di conservare l’attuale status quo dei CEL, rifiutando a priori di esplorare l’unica strada possibile che era quella di provare a trovare tempi e modi per far transitare, in tutto o in parte, i CEL nei ruoli del personale tecnico-amministrativo dell’ateneo, compatibilmente con le sue esigenze organizzative, modificando conseguentemente il contratto di lavoro in essere. Constatata l’impossibilità di trovare un accordo, è stato giocoforza procedere alla messa in mobilità dei CEL.

Questi sono i fatti, che chiunque voglia farsi un'opinione libera da pregiudizi sulla vicenda deve conoscere.

Sul piano emotivo, invece, si invoca il problema sociale derivante dalla messa in mobilità di 17 persone. Si tratta sicuramente di un problema importante da affrontare. Sempre però restando sul piano emotivo, vorrei ricordare che 14 dei nostri CEL hanno da anni in corso con l’ateneo contenziosi economici di notevole entità, per i quali hanno sempre rifiutato ogni ipotesi di accordo. Si tratta di una vicenda senza dubbio diversa e che non ha alcuna relazione con quella descritta. Tuttavia, qualora queste persone vedessero riconosciute le loro pretese economiche si rischierebbe di impedire il pagamento di tre mesi di stipendio a tutto il personale dell’ateneo, circa 800 persone. Della serie: fai quel che dico ma non fare quel che faccio! Ma questo i sindacati che hanno protestato si sono ben guardati dal dirlo agli altri iscritti, così come si sono ben guardati dal chiedere il loro consenso alla manifestazione dello scorso 11 ottobre.

Ciro Attaianese
Rettore dell'Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale

Inaugurazione a.a. 2011-2012: sentiti ringraziamenti

Pubblicato alle ore 8:59 del giorno 31/01/2012

Colleghi, studenti, collaboratori.

Archiviamo la cerimonia di inaugurazione della 33° annualità accademica di questo Ateneo con soddisfazione accresciuta e rinnovata consapevolezza: la soddisfazione ci viene dall'ottima riuscita dell'evento; la consapevolezza dalla rinnovata convinzione che ho letto nell'impegno, anche oltre il dovere d'ufficio, di tutti coloro che hanno creduto giusto spendersi per una causa ritenuta superiore.

Ho letto chiaramente la fierezza di appartenere ad una comunità che, nell'avere grandi responsabilità rispetto al futuro di tutti noi, ha per questo anche grandi potenzialità da esprimere e far valere.

Un grazie particolare lo rivolgo agli studenti, che hanno coadiuvato il nostro staff tecnico-amministrativo curando l'accoglienza degli ospiti. L'entusiasmo con il quale hanno svolto il loro compito – e che si leggeva sui loro volti – è stata sicuramente l'immagine più bella di un ateneo giovane, a misura dei giovani.

Un caloroso augurio per tutti di buon lavoro.
Ciro Attaianese

Diversità non è sinonimo di avversità

Pubblicato alle ore 16:28 del giorno 28/09/2011

Lettera del Rettore agli studenti

Cara allieva, caro allievo,
a nome dell’intero ateneo porgo a te i nostri saluti e il nostro sincero benvenuto nell’Università di Cassino.

Scegliere di intraprendere la carriera universitaria significa entrare in rapporto con una istituzione che fa della formazione superiore e competitiva il suo scopo.

Il tuo ruolo sarà quello di entrare presto e bene in sintonia con questo sistema mettendo in campo il tuo talento, le tue capacità, la tua sensibilità, che si riveleranno i compagni più utili per compiere questa esperienza fino a giungere nel mondo adulto del lavoro.

Quanto siano poi importanti i valori che possono scaturire dal talento, dalla capacità e dalla perseveranza è stato proprio spunto per una riflessione nata da personali e recenti esperienze che intendo raccontarti nelle righe che seguono.

Diversità non è sinonimo di avversità

L'ultimo weekend è stato un fine settimana intenso, completamente immerso nei contatti umani, diversi molto per i luoghi e anche per le attività svolte, legati però dal filo etico su cui si innestavano.

Sabato don Antonio Mazzi e i suoi ragazzi mi hanno ospitato come rappresentante dell'ateneo in occasione dell'incontro pubblico "Cassino 110 e lode: il futuro della città nasce nell'università", organizzato nell'ambito dell'iniziativa “1000 giovani per la pace” promossa dalla Fondazione Exodus. L'incontro si è tenuto nella nostra Aula Pacis e ritengo sia stato un passaggio simbolico della manifestazione, utile a sottolineare il ruolo decisamente unico e importante che svolge l'Università nella crescita dell’individuo e nello sviluppo del territorio.

Il nostro ateneo ha iniziato Cassino ad un'esperienza che altre città hanno vissuto con secoli d'anticipo, diventando poi importanti centri economici e culturali, propulsori di benessere per tutta la regione.

Il ciclo di vita di una istituzione universitaria è generalmente molto più lungo dei tanti cicli legati alla politica o all'imprenditoria di un territorio. L’Università rappresenta così un solido e vivo elemento della società, che attraversa tempi e cambiamenti rivelandosi spesso sia spinta che direzione di questi cambiamenti. Un organismo pertanto unico, apparentemente chiuso e a volte poco comprensibile, altre volte quasi invisibile, capace di chiudersi nel silenzio della sua vita necessariamente indipendente.

Qualcosa da spiegare dunque, ai giovani, alla città, agli ospiti convenuti sul palco per la discussione, stimolato dalla presenza coinvolgente ed emozionante di don Antonio Mazzi, per rappresentare agli occhi di tutti che la nostra diversità non è — né sarà mai — sinonimo di avversità, ma necessaria differenza di ruolo per lo sviluppo sano della società.

Caro allievo, scegliere l’università per proseguire i tuoi studi significa avere ben chiaro che entri nel luogo deputato non solo alla produzione e alla diffusione di conoscenze e competenze, alla condivisione dei frutti della ricerca, ma anche all’acquisizione di un sistema di valori condivisi che faccia di te un cittadino autentico e non solo un utile impiegato, coscienza critica delle generazioni presenti e future.

Proprio in questo modo di vedere e di interpretare il ruolo dell’università nei confronti dei suoi studenti risiede la ragione prima per cui l’Università di Cassino ha deciso di sostenere con forza l'iniziativa di Exodus.

La spinta, la convinzione più volte ribadita è che la solidarietà, specialmente quando è iscritta all'interno di meccanismi competitivi, riveste un ruolo primario perché rappresenta l'etica. Dunque lo sviluppo sostenibile di un territorio deve fondarsi, prima ancora che sul tessuto produttivo, su valori condivisi fra i quali cooperazione e solidarietà.

Allo stesso modo tendere la mano a chi è diverso, a chi affronta una difficoltà, dà l'opportunità di ritrovare da un lato la strada smarrita, dall'altro la consapevolezza della propria forza. Un gesto semplice per tutti, poiché la diversità non è sinonimo di avversità. In questo senso l'azione della Fondazione Exodus è universalmente esemplificativa del concetto quanto esemplare nell'opera, che va sostenuta con forza.

Un pensiero per il fondatore di Exodus: don Antonio Mazzi.
Coinvolgente ed emozionante, dicevo prima, è stata la sua presenza sul palco dove ha mostrato ancora una volta come su temi di grande profondità sia necessario — e per lui anche estremamente facile — rivolgersi ai giovani con modi semplici, ma al tempo stesso in maniera diretta ed efficace. Modi tutti utili per iniziare a chiamare problemi e valori con il proprio nome per averne cognizione e giusta misura.

Ma l'emozione forte è toccata a me, quando ho ricevuto dalle mani di don Mazzi il premio 2011 "1000 Giovani per la Pace"; premio completamente inatteso, come inattesa è stata la motivazione: perché crede nel territorio e l'ama forse più di chi a Cassino è nato e vive.

Confermo di credere nelle cause che mi trovo a sposare, per il resto il premio lo condivido con voi studenti di questa Università e con tutti coloro che quotidianamente lavorano insieme con me per il nostro Ateneo, con l'augurio di riuscire sempre nelle cause per le quali lottiamo.

Questo accadeva il sabato, in mattinata. Domenica, insieme con il Centro Universitario Sportivo di Cassino avevamo già risalito l'Italia per giungere a Bergamo e partecipare ai campionati italiani Master di Mezza Maratona. Una partecipazione apparentemente slegata dal rapporto con l'università e di sicuro faticosa.

Una partecipazione nata quasi per gioco che ha finito per coinvolgermi proprio in virtù dei valori che anche lo sport, quello vero, sottintende: lealtà e onestà, convinzione e passione oltre le crisi, consapevolezza dei propri mezzi per raggiungere un risultato che spesso significa lavoro duro e faticoso, a volte anche avversari, avversità. È la misura dell'impegno personale possibile, che di volta in volta può crescere. È l’incredibile metafora della vita vissuta. Sono i valori, non molto dissimili da quelli al centro delle discussioni del giorno precedente, che devono costituire la ragione prima del nostro stare insieme, il substrato etico condiviso su cui far crescere la nostra società, prevedendo lo sforzo necessario per conseguire questo obiettivo.

Rivolgo queste mie brevi riflessioni agli studenti in generale, ma soprattutto a quelli come te che per la prima volta entrano in contatto con il nostro ateneo.

Caro allievo, spesso l'università può apparire diversa dalle attese, un percorso meno facile del previsto, tanto da diventare avversa e finire per scoraggiare. Per chi invece la frequenta da tempo e con profitto la sensazione è di sentirsi lui diverso, pronto a prendere un ruolo ben distinto in società.

In tutti i casi l'esperienza universitaria oltre a conoscenze e competenze, riuscirà ad insegnarti come a volte sia necessario essere e sentirsi diversi, in cambiamento, per assecondare se stessi e le proprie attese, senza per questo sentirsi in pericolo, avversari di qualcosa o qualcuno.

Ciro Attaianese

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