Stampa la pagina Condividi su Google Condividi su Twitter Condividi su Facebook Marocchinate

Mercoledì 3 maggio_ore 11.00_ aula B.02.07_campus Folcara
Ariele Vincenti "racconta" agli studenti #unicas lo spettacolo "Le Marocchinate", testo di Simone Cristicchi.
 
Lo spettacolo Marocchinate, testo scritto dal cantautore romano Simone Cristicchi con Ariele Vincenti, racconta i terribili giorni decisivi e successivi allo sfondamento da parte degli Alleati della linea Gustav. In un paese della Ciociaria Angelino, pastore locale, ci racconta la semplice ma faticosa vita contadina della sua zona prima della guerra. Vita che viene sconvolta con dall’arrivo delle truppe Marocchine, aggregate agli Alleati, ai quali viene affidato il compito di entrare nella rocciosa difesa tedesca. Ottemperano il loro compito e “le truppe di colore” come ricompensa ottengono il “diritto di preda” contro la popolazione civile. 50 Ore di carta bianca, 50 ore in cui fanno razzia di tutto quello che trovano: oro, case, vino, bestie, ma soprattutto donne. Sono migliaia le donne che verranno stuprate e uccise nella primavera del ’44, dai soldati marocchini. Tra queste c’è Silvina (moglie di Angelino), una delle tante “marocchinate”
 

“Aspettavamo ji salvatori…sò arrivati ji diavoli” dice Angelino nel suo racconto al giornalista che non si vede in scena. Fu un genocidio. Le popolazioni del basso Lazio furono martoriate con indicibili violenze dai liberatori goumiers. Donne, soprattutto, stuprate a migliaia, uccise, ma anche bambini, uomini, un vero inferno. Che le donne continuarono a subire anche dopo, marchiate col nome di Marocchinate, appunto, come fosse stata una colpa loro. Un dolore senza fine. Tutto l’orrore poco prima della liberazione finale, con Le Marocchinate di Vincenti-Cristicchi è portato in scena in modo magistrale. Grazie al testo, mirabile sintesi tra leggerezza, ironia e lampi di terrore.La guerra è sporca, sempre e ovunque, e i liberatori possono essere aguzzini nei confronti della inerme popolazione civile di turno. Italia 1944, regione Lazio, Ciociaria, a pochi chilometri da Roma. Le truppe alleate non riescono a sfondare la linea Gustav tedesca, intorno a Montecassino, infinita trincea e ultimo baluardo nazista verso la capitale.

Questo l’antefatto da cui parte Angelino, il protagonista interpretato da un bravissimo Ariele Vincenti.

L'incontro/dibattito sarà introdotto dalla giornalista Francesca De Sanctis, direttrire artistica di CassinoOff, Festival del teatro civile.
Parteciperanno i proff. Pasquale Beneduce, Maurizio Esposito, Riccardo Finocchi e Fiorenza Taricone. Porterà i suoi saluti il Rettore Giovanni Betta.

[Ultima modifica: giovedì 27 aprile 2017]