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TECNAL - Laboratorio di Tecnologia, narrativa e analisi linguistica

Italo Calvino apre il ciclo delle conferenze raccolte nelle “Lezioni americane” con una riflessione sulla Leggerezza. Facendo riferimento ad una novella del Decamerone (VI, 9) in cui si vede il poeta Guido Cavalcanti aggirarsi pensieroso fra le tombe di un cimitero e sottrarsi con un balzo all’abbraccio di una comitiva rumorosa, afferma: “Se volessi scegliere un simbolo augurale per l’affacciarsi al nuovo millennio, sceglierei questo: l’agile salto improvviso del poeta filosofo che si solleva sulla pesantezza del mondo, dimostrando che la sua gravità contiene il segreto della leggerezza, mentre quella che molti credono essere la vitalità dei tempi, rumorosa, aggressiva, scalpitante, rombante, appartiene al regno della morte, come un cimitero d’automobili arrugginite”. La leggerezza sarà quindi la capacità di liberarsi dalla pesantezza del linguaggio per cui “i significati vengono convogliati su un tessuto verbale come senza peso fino ad affermare la sua rarefatta consistenza”.

Questo processo di assottigliamento del linguaggio nella letteratura dell’ultimo millennio si è manifestata in varie forme attraverso 1) l’evoluzione del supporto materiale del libro passato dalla pergamena, alla carta, fino alla evanescente scrittura dell’ E-book;  2) lo sviluppo di forme di scrittura veloce, quali diari, lettere, frammenti (ma anche blog, twitter) e loro riconoscimento di una dignità letteraria 3) utilizzo di nuove modalità del racconto che vanno dal flusso di coscienza alla simultaneità narrativa di eventi lontani nello spazio e nel tempo (Borges); 4) la relazione fra letteratura e giornalismo e la nascita di nuovi generi narrativi “ibridi”, quali il reportage, reportage narrativo, la no fiction novel, ecc.; 5) le relazioni fra cinema e letteratura con le reciproche interferenze sulle modalità di rappresentazione del tempo (analessi, prolessi ecc.) e sulla costruzione di “trame” che fanno riferimento più al montaggio che al racconto letterario.

In ogni caso, in un universo in cui l’oggetto perde sempre più significato a favore della parola che indica quell’oggetto, in cui la parola (il concetto, il virtuale) sta diventando più reale del suo referente, che si sta spogliando di fisicità, le moderne tecnologie del mondo interconnesso alterano la tradizionale percezione del tempo e dello spazio, la maniera di interagire con essi e le forme della loro rappresentazione (Virilio 1993, 2007); non possiamo quindi non interrogarci sul rapporto che la letteratura (la scrittura) intrattiene con la società post industriale e post moderna. Per questo riteniamo che un momento determinante della riflessione sulla contemporaneità e sull’incidenza delle sue tecnologie sulla scrittura  ricopra un ruolo determinante nella ricerca. A questo proposito, lo studio delle forme di scrittura insorgenti non può scindersi dalla nuova comprensione-rappresentazione dello spazio-tempo (Farinelli 2003, 2009a, 2009b; Virilio 1976, 1981, 1994), ma risulta altresì importante operare in raffronto con le precedenti percezioni delle coordinate spazio-temporali, oltre che rintracciare l’esistenza di eventuali forme antesignane delle attuali espressioni scritturali.

Il laboratorio “Tecnologie e narrazione e analisi del linguaggio” oltre ad occuparsi dell’impatto delle tecnologie sulla scrittura, è anche il luogo d’analisi di tutte quelle modalità multidisciplinari e di quei procedimenti di trasformazione e contaminazione della scrittura – sia letteraria che non-fictional – con linguaggi diversi, finalizzati alla realizzazione di prodotti editoriali e/o culturali più ricchi e articolati, secondo processi comunicativi e semiologici a volte anche molto complessi. In questo senso il laboratorio si occupa dei rapporti tra letteratura e cinema/teatro, scrittura e giornalismo, letteratura e arti visive; delle relazioni tra testi, avan-testi e varianti, tecniche di scrittura e generi letterari, forma e retorica; dell’interrelazione tra illustrazioni e racconto, grafica e pagina stampata, testo e paratesto. Inoltre si occupa di quel complesso processo di trasformazione e di ricodificazione di un testo legato alla traduzione e alle tecniche traduttologiche nell’ambito delle lingue straniere e di come i processi produttivi abbiano influenzato il mercato editoriale e la funzione del libro in quanto prodotto commerciale.

Sul versante dell’analisi del linguaggio, la linguistica dei corpora  sollecita molteplici prese di posizione per quanto riguarda sia lo statuto che occupa in relazione alle altre discipline linguistiche, sia la funzione a cui assolve nel campo della ricerca. I vari tipi di approccio cambiano nel tempo: per limitarci a citare solamente i casi estremi, si va dal rifiuto per ragioni di principio formulato da N. Chomsky fino al riconoscimento da parte di M.A.K. Halliday dei contributi fondamentali della linguistica dei corpora alla comprensione del funzionamento del linguaggio. Il problema che si pone è quello di sapere se la linguistica dei corpora è da considerarsi come una disciplina a sé stante, o semplicemente come una metodologia. A causa delle sue numerosissime applicazione nelle discipline che si richiamano alla linguistica: la lessicografia, la traduzione, la terminologia, la psicolinguistica, lo studio delle variazioni, l’insegnamento delle lingue…, ma anche nell’ambito delle scienze umane quali la filosofia, la storia, lo politologia…, essa per molti si presenta più come una metodologia trasversale dipendente dai contributi dell’informatica e del trattamento automatico del linguaggio naturale che non come una disciplina della linguistica. D’altra parte, la ricchezza e l’ampio spettro dei lavori di linguistica basati sui corpora superano di gran lunga le attese che sarebbe legittimo nutrire nei confronti di un semplice cambiamento di metodo. Occorre, dunque, cercare di circoscrivere meglio la specificità di una disciplina definita da E. Tognini-Bonelli come “a new research enterprise and a new philosophical approach to linguistic enquiry” (2001,1).

Quali sono i tratti distintivi che definiscono la linguistica dei corpora? Prima di tutto ci troviamo di fronte ad un approccio empirico che si pone come obiettivo lo studio delle realizzazioni effettive della lingua, il cui amplissimo ventaglio mette spesso in questione i confini acquisiti tra accettabile e non-accettabile. Le due assi di lettura delle concordanze corrispondono, in verticale, all’asse paradigmatica della lingua e, in orizzontale, all’asse sintagmatica, ossia, alle scelte operate dal locutore in un contesto reale. La seconda caratteristica della linguistica dei corpora consiste nel fatto che essa inserisce all’interno di un quadro teorico in grado di interpretare il senso e l’uso di una parola o di un enunciato in funzione del suo co-testo (linguistico) e del suo contesto (extra-linguistico). Ciò che contraddistingue, infine, la linguistica dei corpora - a tal punto da poter essere visto come punto di partenza del suo tragitto -  è il ricorso ai corpora e alle nuove tecnologie; in effetti, l’accesso a corpora estesi e differenziati, trattati con programmi sempre più performanti, consente di compiere delle ricerche rapide da qualsiasi postazione di computer. La linguistica dei corpora consente di basare l’analisi su un numero assai grande di occorrenze di una stessa parola, e di raccogliere dati sia quantitativi che qualitativi, come la frequenza delle occorrenze, i pattern ricorrenti,  l’importanza relativa a diverse realizzazioni, le costrizioni sintattiche e semantiche che limitano le combinazioni, le variazioni legate ai generi, ai registri e ai campi, ecc. La linguistica dei corpora consente, inoltre, di attenuare alcune contrapposizioni tra oggetti di ricerca come lingua e discorso, grammatica e lessico, linguaggio e scrittura. Accanto alla programmazione del laboratorio, alle sue finalità ed alle metodologie delle quali si avvarrà, riteniamo necessario menzionare anche quanto non può essere al momento incluso nel nostro progetto, ma che reputiamo comunque una parte importante dell'attività di ricerca. L'attuale decisione di inclinarci per una riflessione metodologica non intende escludere, ma solo dilazionare, lo sforzo di coniugare questa con precisi ambiti tematici, determinati da un ulteriore confronto tra i membri del laboratorio, nell'auspicio che intorno al nucleo originario che oggi ne propone la formazione si coagulino molteplici apporti. Ci appare infatti urgente specificare che, nell'intenzione dei proponenti, il presente laboratorio dovrà aprirsi ad un contributo multidisciplinare, nel convincimento che solo il confronto tra discipline differenti e la loro interazione possa generare risultati innovativi e proficui.

Bibliografia fondamentale

Atti del Convegno “ Camminare scrivendo (cur. N. Bottiglieri) Ed. Università degli Studi di Cassino 2001

Stefano Calabrese, La comunicazione narrativa, Bruno Mondadori, Milano 2010.

Italo Calvino, Lezioni americane, (Sei proposte per il prossimo millennio), Garzanti, 1988

Gilbert Durand, Le strutture antropologiche dell’immaginario, Ed: Dedalo, Bari(1978)    2009.

Farinelli Franco, 2003, Geografia. Un'introduzione ai modelli del mondo, Einaudi, Torino.

Farinelli Franco, 2009a, I segni del mondo. Immagine cartografica e discorso geografico in età moderna, Academia Universa Press, Milano.

Farinelli Franco, 2009b,  La crisi della ragione cartografica, Einaudi, Torino 2009b.

Virilio Paul, 1976, L'insécurité du territoire, Stock, Paris.

Virilio Paul, 1981,Velocità e politica: saggio di dromologia, Milthipla, Milano.

Virilio Paul, 1992, Estetica della sparizione, Liguori .

Virilio Paul, 1993, L'art du moteur, Galilée, Paris.

Virilio Paul, 1994, La deriva di un continente: conflitti e territorio nella modernità, Mimesis, Milano.

Virilio Paul, 2007, L’arte dell’accecamento, Raffaello Cortina Editore, Milano.

Umberto Eco, Lector in fabula. La cooperazione interpretativa nei testi narrativi, prima ed. 1979, Milano, Bompiani, 2002.

Gérard Genette, Palimpsestes: la littérature au second degré, Paris, Seuil, 1981 [tr. it. di Raffaella Novità, Palinsesti: la letteratura al secondo grado, Torino, Einaudi, 1997].

Gérard Genette, Seuils, Paris, Seuil, 1987 [ed. it. a cura di Camilla Maria Cederna, Soglie. I dintorni del testo, Torino, Einaudi, 1989].

Roberto Grandi, I mass media fra testo e contesto. Informazione, pubblicità, intrattenimento, consumo sotto analisi, Milano, Lupetti & Co., 1992.

[Ultima modifica: mercoledì 30 novembre 2016]