Stampa la pagina Condividi su Google Condividi su Twitter Condividi su Facebook Gaeta, Castello angioino

Il Castrum di Gaeta fu edificato a partire dal VI al  VII d.C., quando il piccolo centro abitato subì le prime invasioni dei Goti, prima, e Longobardi, dopo.  Nel 1223 Gaeta fu fortificata militarmente con  la costruzione del castello. Il committente fu Federico II di Svevia. I lavori terminarono nel 1227. L’edificazione si pone nel contesto storico delle lotte tra Papato ed Imperatore.  Tre anni dopo, il castello fu distrutto da ribelli, legati al Papato, e le macerie gettate in mare.

Nel 1279 risale la costruzione del nuovo castello, Angioino, durante il regno di Carlo d’Angiò. Negli stessi anni venne edificato, non lontano da qui, il Maschio Angioino, a Napoli. Di pianta quadrangolare, fu munita di quattro alti torri. 

Nel 1734, Carlo di Borbone divenne proprietario  del castello. Gaeta è stato l’ultimo forte dei Borbone prima che l’Italia fosse stata unita. Simbolicamente, qui finì il Regno delle due Sicilie. La conquista di Gaeta è collocata all’interno degli assedi meridionali mossi dalle truppe garibaldine; l’assedio costò tre mesi di scontri, dal novembre 1860 ai tre mesi a seguire. Fu una battaglia a rimbombo di cannoni, dai due fronti. I regnanti di quel periodo erano Francesco II e la regina Maria Sofia. Arresi e costretti a cedere Gaeta, fuggirono via mare attraverso un passaggio segreto nel castello. All’interno rimangono gli ambienti  delle celle borboniche, la cappella reale di Francesco II, il giardino interno di Maria Sofia. 

Nel 1881 vennero destinate cifre economiche per la risistemazione degli ambienti interni al castello Angioino, per la nuova funzione di carcere militare repubblicano. È stato operativo sino al giugno 1990. Sono stati rinchiusi, qui dentro: obiettori di coscienza, renitenti, rei politici e condannati dalle Autorità militari. Famoso, anche, per la detenzione di due alti graduati nazisti: il maggiore Walter Reder e il comandante Herbert Kappler, già mandanti delle stragi di Marzabotto e Cave Ardeatine a Roma.

 

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Gaeta, Castello angioino, veduta esterna  (Foto G. Alfano)

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Gaeta, Castello angioino, cappella palatina (Foto G. Alfano)

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Gaeta, Castello angioino, sala conferenze (Foto G. Alfano)

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Gaeta, Castello angioino, carcere militare (Foto  G. Alfano)

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Gaeta, Castello angioino, carcere militare (Foto G. Alfano)


[Ultima modifica: giovedì 16 gennaio 2020]